Disciplina e commercializzazione di taluni prodotti da forno

Alcuni prodotti dolciari da forno (panettone, pandoro, colomba, savoiardo, amaretto e amaretto morbido) sono soggetti ai disciplinari di produzione stabiliti dal Decreto Ministeriale del 22/07/2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1 agosto 2005.

Lo scopo di tale normativa è quello di:

assicurare la trasparenza del mercato,

– proteggere ed informare adeguatamente il consumatore attraverso la definizione di alcuni prodotti dolciari da forno di largo consumo in relazione alla loro composizione.

 

Il decreto definisce: denominazione di vendita, composizione, forma, regole di etichettatura e processi tecnologici che il produttore deve rispettare per poter dichiarare tale il panettone, il pandoro, la colomba, il savoiardo, l’amaretto o l’amaretto morbido di propria produzione. Gli aspetti principali disciplinati dal decreto sono i seguenti:

– per ogni prodotto sono stabiliti gli ingredienti obbligatori e facoltativi e il procedimento di produzione;

– è previsto l’utilizzo della denominazione anche per i prodotti privi di alcuni ingredienti e/o arricchiti di altri, sempre nel rispetto di quanto indicato nel Decreto;

– ulteriori ingredienti caratterizzanti il prodotto, usati in aggiunta a quelli previsti, devono essere dichiarati nella denominazione di vendita, indicandone la relativa percentuale di impiego;

– non è prescritta una gamma obbligatoria di peso, e quindi le imprese sono libere di utilizzare i valori che desiderano. Panettoni, pandori e colombe di piccole dimensioni potranno essere denominati “pandorini”, “panettoncini” e “colombine”;

– le regole di produzione e commercializzazione si applicano sia alle produzioni industriali che a quelle artigianali;

– per i prodotti non conformi alle disposizioni del decreto dovranno essere adottate denominazioni di vendita alternative quali, ad esempio, “dolce di Natale” in luogo di “panettone” o pandoro, “biscotto all’uovo” in luogo di “savoiardo”, “biscotti alle mandorle” in luogo di “amaretto”.

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A proposito di questi prodotti “di imitazione” la Circolare Ministero dello Sviluppo Economico n. 7021 del 3/12/2009, fornisce ulteriori chiarimenti in merito all’etichettatura e alla presentazione dei prodotti dolciari da forno. Tale circolare oltre a richiamare il Decreto Ministeriale sopra citato, specifica che le modalità di presentazione del prodotto ricadono nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 109/1992 e successive modifiche, concernente l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari. Tale normativa disciplina il concetto di presentazione, intendendo per esso:

1) la forma o l’aspetto conferito ai prodotti alimentari o alla loro confezione;

2) il materiale utilizzato per il loro confezionamento;

3) il modo in cui sono disposti sui banchi di vendita;

4) l’ambiente nel quale sono esposti.

 

Le sanzioni previste per la violazione dei principi suddetti sono le stesse previste per la Pubblicità ingannevole, in relazione alla gravità del comportamento degli operatori che violano i principi suddetti traendo in errore il consumatore nella scelta dei prodotti.

Sono pertanto da ritenere ingannevoli e potenziale fonte di concorrenza sleale:

a) le modalità di presentazione dei prodotti di imitazione che richiamano in maniera inequivocabile i lievitati classici di ricorrenza (forma del prodotto, forma della confezione, immagine) e che si distinguono da essi solo per il fatto di utilizzare, in maniera poco evidente (fondo della scatola, caratteri piccoli, ecc.) denominazioni alternative a quelle disciplinate dal decreto ministeriale di cui sopra;

b) le modalità di commercializzazione quando nei punti vendita le due categorie di prodotti (originali e di imitazione) sono posti gli uni accanto agli altri, confondendo i consumatori e arrecando illecita concorrenza agli operatori corretti.

 

Pertanto, in merito a tali prodotti, è necessario sia che i produttori prestino massima attenzione al rispetto dei disciplinari di produzione, sia che i rivenditori espongano correttamente sugli scaffali i prodotti finiti. Gli organi di controlli vigileranno infatti sul rispetto di quanto sopra e interverranno per un corretto svolgimento delle attività di vendita soprattutto durante le festività natalizie e pasquali. 

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