La disciplina sanzionatoria in materia di rintracciabilità

Il decreto legislativo n. 190 del 5 aprile 2006 ha finalmente dato attuazione, con riferimento alle principali disposizioni in materia di sicurezza alimentare, all’obbligo imposto agli Stati Membri e contenuto nell’art. 17 del regolamento 178/02 CE di dotarsi di sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” per assicurare il rispetto della normativa in materia alimentare.

Con il d.lgs. 190/2006, infatti, sono state stabilite le sanzioni per il mancato rispetto da parte dell’operatore del settore alimentare degli obblighi in materia di: rintracciabilità (art. 2); ritiro (art. 3); mancata informazione e collaborazione con le autorità (art. 3); mancata informazione del consumatore – richiamo (art. 3).

Tutte le sanzioni stabilite dalla norma nazionale qui richiamata sono sanzioni di tipo amministrativo pecuniario, previste in via sussidiaria qualora il fatto posto in essere non integri una fattispecie di reato punita pertanto dal codice penale.

Appare utile ricordare i diversi importi delle sanzioni previste per le varie violazioni (d.lgs.190/2006):

  – il mancato rispetto degli obblighi previsti in materia di rintracciabilità – art. 18 reg. CE 178/2002* – è sanzionato, qualora il fatto non costituisca reato, con la sanzione amministrativa pecuniaria da 750 a 4.500 euro (art. 2);

  – la mancata attivazione della procedura di ritiro di un prodotto non conforme comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000 euro (art. 3);

 – la mancata informazione dell’attivazione del ritiro all’autorità competente, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro;

 – la mancata collaborazione degli operatori del settore alimentare e dei mangimi i quali non forniscono alle autorità competenti le notizie o la collaborazione dalle stesse legittimamente richieste, al fine di evitare o ridurre i rischi legati ad un alimento, ad un mangime o ad un animale da essi fornito, comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 18.000 euro;

  – la mancata informazione al consumatore o utilizzatore dei motivi dell’attivazione del ritiro da parte dell’operatore del settore alimentare comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 18.000 euro (art. 4);

  – il mancato avvio delle procedure per il ritiro di prodotti da parte dell’operatore del settore che svolge l’attività di vendita al dettaglio o di distribuzione comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro. (art. 5);

  – gli operatori del settore dei mangimi i quali,dopo il ritiro dal mercato di mangime non conforme ai requisiti di sicurezza, non provvedono alla distruzione della partita, del lotto o della consegna di tale mangime, sono soggetti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da 500  a 3000 euro (art. 6).

È importante precisare che lo stesso legislatore nazionale ha stabilito che nel caso di reiterazione delle violazioni qui considerate, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria le autorità competenti possono disporre altresì la sospensione del provvedimento che consente lo svolgimento dell’attività per un periodo da minimo dieci giorni ad un massimo di venti.

*Regol. (Ce) n. 178/02 Articolo 18 – Rintracciabilità

1. È disposta in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione la rintracciabilità degli alimenti, dei mangimi, degli animali destinati alla produzione alimentare e di qualsiasi altra sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime.

2. Gli operatori del settore alimentare e dei mangimi devono essere in grado di individuare chi abbia fornito loro un alimento, un mangime, un animale destinato alla produzione alimentare o qualsiasi sostanza destinata o atta a entrare a far parte di un alimento o di un mangime. A tal fine detti operatori devono disporre di sistemi e di procedure che consentano di mettere a disposizione delle autorità competenti, che le richiedano, le informazioni al riguardo.

3. Gli operatori del settore alimentare e dei mangimi devono disporre di sistemi e procedure per individuare le imprese alle quali hanno fornito i propri prodotti. Le informazioni al riguardo sono messe a disposizione delle autorità competenti che le richiedano.

4. Gli alimenti o i mangimi che sono immessi sul mercato della Comunità o che probabilmente lo saranno devono essere adeguatamente etichettati o identificati per agevolarne la rintracciabilità, mediante documentazione o informazioni pertinenti secondo i requisiti previsti in materia da disposizioni più specifiche.

5. Le disposizioni per l’applicazione in settori specifici del presente articolo possono essere adottate secondo la procedura di cui all’articolo 58, paragrafo 2.

Fonti

http://www.morandiniconsulting.it/upload/185_notizie%20da%20newsfood.com.pdf

 http://www.agrizooquality.it/LinkClick.aspx?fileticket=MdvyyWdywP4%3D&tabid=39

 http://www.enotecnochimica.it/ZOOM/RINTRACCIABILITA1.pdf

 DECRETO LEGISLATIVO 5 aprile 2006, n. 190 Disciplina sanzionatoria per le violazioni del regolamento (Ce) n. 178/2002 che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel settore della sicurezza alimentare.

 

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