Qualità dell’aria: manutenzione e pulizia di cappe e impianti di estrazione

Per garantire il mantenimento dei requisiti previsti dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e di igiene e sicurezza alimentare, nonché il buon funzionamento delle attrezzature, è importante effettuare periodici interventi di manutenzione dei locali in cui si svolgono le attività lavorative e delle attrezzature utilizzate.

Particolare attenzione va rivolta alla manutenzione degli impianti di estrazione / aerazione / condizionamento dove nei motori, nelle condotte e canalizzazioni si possono accumulare notevoli quantità di polveri, particolato o grasso, che a loro volta possono diventare terreno di crescita per microorganismi anche patogeni (ad esempio Legionella). La mancata ispezione e periodica pulizia di tali impianti può infatti provocare:
–  scarsa salubrità dell’aria respirata;
–  rischi per la salute degli operatori;
–  aumento delle concentrazioni indoor di contaminanti fino a 5 volte superiori rispetto a quelle outdoor;
–  pericolo di incendi;
–  riduzione dell’efficacia dell’impianto;
–  maggior dispendio energetico;
–  amplificazione delle contaminazioni (per inadeguata aspirazione dell’aria).

Per quanto riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro, la normativa di riferimento è il D. Lgs. 81/2008 dove, all’Allegato IV – Requisiti dei luoghi di lavoro, punto 1.9.1 – Aerazione dei luoghi di lavoro chiusi, si prescrive la necessità di garantire a tutti i lavoratori aria salubre in quantità sufficiente. Laddove questa sia ottenuta mediante un impianto di areazione, esso deve essere sempre mantenuto funzionante. Inoltre, se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.

Per le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private accreditate, al fine di prevenire la diffusione di malattie infettive trasmesse da nebulizzazione derivante da impianti di distribuzione dell’acqua sanitaria e di condizionamento, la normativa di riferimento è l’art. 59 della Legge Regionale 30 dicembre 2009 n. 33 – Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità. Ai sensi di tale normativa, nelle strutture sopra citate, è previsto l’obbligo di compiere, in modo continuativo, in relazione agli esiti riscontrati, azioni di prevenzione, controllo e manutenzione dei seguenti impianti:
a)  impianti di produzione e distribuzione dell’acqua calda sanitaria;
b)  impianti di condizionamento dell’aria;
c)  impianti per idroterapia non termale e aerosolterapia.

Tali azioni vanno effettuate con cadenza minima annuale e in caso di provata contaminazione o di malattia nei pazienti.

Particolare attenzione va infine rivolta alla manutenzione dei locali, degli impianti e delle attrezzature utilizzati per le operazioni di preparazione, conservazione, somministrazione o vendita di prodotti alimentari, laddove, oltre ai requisiti di sicurezza devono essere soddisfatte anche le prescrizioni in materia di igiene degli alimenti. Nelle industrie alimentari, inadeguate condizioni di pulizia e manutenzione possono infatti, oltre che causare i pericoli sopra descritti, avere anche ripercussioni sulla salubrità degli alimenti e di conseguenza sulla salute del consumatore.
In questi ambienti pertanto, una scarsa manutenzione, può essere causa di: contaminazione fisica (presenza di frammenti di macchinari o altri corpi estranei), contaminazione biologica (annidamento di microrganismi, ingresso infestanti, …) e/o contaminazione chimica (grassi per lubrificare …) delle sostanze alimentari. Altro fattore che aumenta la criticità degli ambienti in cui vengono lavorati gli alimenti è la presenza di impianti, quali le cappe di aspirazione, dove se non viene effettuata una frequente pulizia di filtri, motori e condotte si possono accumulare notevoli quantità di oli, grassi e incrostazioni (vedi foto sotto riportata che mostra una cappa prima e dopo la bonifica). Di conseguenza possono verificarsi i seguenti problemi:

– l’accumulo di grassi carbonizzati e viscosi, unitamente alle alte temperature che si raggiungono all’interno degli impianti, possono aumentare il rischio di incendi causato dal gocciolamento degli stessi dalla cappa di aspirazione.

– I depositi organici che vengono a formarsi sono anche un ottimo substrato per la proliferazione di batteri e muffe che, oltre a generare cattivi odori, possono risultare pericolosi per la salute dell’uomo o contaminare gli alimenti.

– I grassi e i detriti aspirati dalle cappe, accumulandosi facilmente anche nelle pale giranti dei motori di estrazione, finiscono per rallentare il normale flusso d’aria riducendo le capacità estrattive dell’impianto e aumentando il dispendio energetico.

– La mancanza di pulizia provoca un’inevitabile aumento di cattivi odori che nel caso di un ristorante possono diffondersi dalla zona cucina agli ambienti attigui.

Prima…

 

…e dopo!

In generale pertanto, una periodica ispezione ed eventuale bonifica degli impianti permette di:
–  ripristinare le condizioni igienico-sanitarie dell’impianto nel suo complesso;
–  avere una migliore qualità dell’aria;
–  rispettare le normative vigenti;
–  ridurre il rischio di contaminazione microbiologica;
–  ridurre il rischio di incendio;
– aumentare l’efficacia dell’impianto e contenere il consumo energetico, in quanto un impianto bonificato permette di far risparmiare indicativamente il 10% di assorbimento elettrico.

L’ispezione è quindi utile per verificare la necessità di bonifica oppure per valutare lo stato igienico-sanitario della condotta, canalizzazione o del motore dell’impianto dopo l’operazione di bonifica. La bonifica dell’impianto di estrazione e delle sue componenti è necessaria quando:
–  la quantità di particolato accumulata è eccessiva;
–  l’efficienza dell’impianto risulta ridotta rispetto a quella progettuale;
–  l’impianto è contaminato.

In base all’esperienza di società che si occupano di ispezioni e bonifiche degli impianti, gli intervalli raccomandati per l’esecuzione di tali operazioni sono indicate nella tabelle sotto riportate.

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