Le Fonti del Diritto

Nel settore Alimentare il panorama normativo è molto vasto e si presenta sottoforma di atti di vario genere che hanno per loro natura implicazioni e modalità di attuazione diverse. Inoltre, anche a livello comunitario, le fonti del diritto sono diverse e vengono recepite negli stati membri con modalità differenti. Vengono riportati di seguito alcuni chiarimenti.

 DECRETO

Decreto è il termine con il quale vengono denominati atti normativi, provvedimenti amministrativi o provvedimenti giurisdizionali, che hanno forza di legge e sono emanati dal governo. Nell’ordinamento italiano varie autorità amministrative adottano atti normativi (generalmente regolamenti) o provvedimenti amministrativi in forma di decreto. Tra gli altri si possono ricordare:

– il decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.);

– il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (D.P.C.M.);

– il decreto ministeriale (D.M.) o decreto interministeriale se emanato da più ministri;

– il decreto del Presidente della Giunta regionale (D.P.G.R.);

– il decreto rettorale, emanato dal rettore di un’università o istituzione assimilata;

– il decreto prefettizio, regolamento o provvedimento amministrativo emanato dal prefetto.

Il giudice può emanare decreti nell’ambito del processo civile, penale, costituzionale o amministrativo; si tratta, quindi, di provvedimenti giurisdizionali. Anche il pubblicoministero può emanare decreti nel corso del procedimento penale.

DECRETO LEGGE

Un decreto legge è un provvedimento deliberato dal Consiglio dei ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica. È un atto provvisorio, avente forza di legge, che può essere adottato in casi straordinari di necessità ed urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 della Costituzione della Repubblica italiana. Il decreto-legge entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; il giorno stesso della pubblicazione e deve essere presentato alle Camere, che sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. Una volta presentato il decreto-legge, il Governo chiede al Parlamento di produrre la legge di conversione, infatti gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono ogni efficacia, ovvero “decadono”, se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione.

DECRETO LEGISLATIVO

Il decreto legislativo (D.lgs.), detto anche decreto delegato è un atto normativo avente forza di legge anch’esso approvato dal Consiglio dei ministri ed emanato dal Presidente della Repubblica. Può essere adottato dal potere esecutivo (Governo) solo a seguito di delega espressa e formale del potere legislativo (Parlamento), data con legge che specifichi l’oggetto della disciplina, i principi e criteri direttivi da seguire e il termine entro il quale deve essere emanato.

DECRETO MINISTERIALE

Un decreto ministeriale (d.m.), è un atto amministrativo che non ha forza di legge, ma è sempre prescritto dalla legge, che dopo aver delineato i principi fondamentali di una data materia, ne affida l’esatta definizione tecnica ed attuazione al ministro competente, che la effettua con proprio decreto. Quando questo tipo di atto è emanato dal Presidente del Consiglio dei ministri prende la denominazione di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (d.P.C.m.). Il decreto ministeriale è di solito generale ed astratto, in quanto pone norme tecniche di dettaglio, o generiche ma relative ad uno specifico argomento, finalizzate all’attuazione di una data norma di legge. Il decreto ministeriale non va quindi confuso con il decreto legislativo, che è invece un atto avente forza di legge emanato dal Governo nel suo insieme a seguito di una legge di delega parlamentare.

 

LEGGE

Nel diritto, la legge è un atto normativo, vale a dire un atto giuridico che costituisce fonte del diritto, di norme giuridiche primarie, che pongono principi o individuano regole comportamentali di cui si impone l’osservanza nei territori cui è destinata. La legge giuridica è “sanzionatoria”, prevedendo la produzione di conseguenze in caso di mancata osservanza della prescrizione.

Per legge ordinaria (o genericamente legge) si intende l’atto normativo adottato dal parlamento secondo la procedura prevista dalla costituzione per l’esercizio della funzione legislativa, in contrapposizione alla legge costituzionale adottata con procedure diverse e più complesse. Solitamente la legge ordinaria ha competenza generale e residuale, nel senso che può disciplinare qualsiasi materia, escluse quelle che la costituzione gli sottrae e attribuisce ad altra fonte, quale la legge costituzionale (riserva di legge costituzionale), la legge organica (riserva di legge organica) o il regolamento parlamentare.

LEGGE REGIONALE

In Italia la legge regionale è prevista dalla Costituzione ed ha la stessa posizione nella gerarchia delle fonti del diritto della legge ordinaria.

Le leggi regionali seguono un procedimento formativo articolato attraverso diverse fasi. Dopo che è stata votata, la legge è promulgata dal Presidente della Giunta Regionale e pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale.

 

REGOLAMENTO

Nel diritto il termine regolamento viene usato per designare atti normativi emanati da organi dello stato, enti pubblici, organizzazioni internazionali ed anche enti privati per disciplinare determinate materie o il proprio funzionamento o per indicare le modalità attuative di una legge vigente. In particolare per regolamento si possono intendere:

– atti normativi emanati dal governo, da autorità amministrative indipendenti o da enti pubblici, territoriali e no, dotati di autonomia regolamentare, ma subordinati alla legge;

– atti normativi, posti sullo stesso piano della legge, emanati dalle camere del parlamento o da altri organi costituzionali per disciplinare la loro organizzazione interna e il loro funzionamento.

I regolamenti, a differenza delle norme aventi forza di legge, non sono sottoposti al controllo di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale, ma al solo controllo giurisdizionale da parte dell’autorità giudiziaria ordinaria.

 

REGOLAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA

Il regolamento dell’Unione Europea è un atto giuridico vincolante che ha portata generale ed è diretto non solo agli stati membri, ma anche ai singoli. Esso è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, nel senso che, a differenza delle direttive, non necessita di alcun atto di recepimento o di attuazione.

DIRETTIVA DELL’UNIONE EUROPEA

La direttiva è uno degli atti che il Parlamento può adottare per l’assolvimento dei compiti previsti dai trattati, perseguendo un obiettivo di armonizzazione delle normative degli stati membri. La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, lasciando invece spazio all’iniziativa di ogni stato in merito alla forma e ai mezzi. La direttiva è sempre un atto vincolante, ma ha portata individuale: i destinatari dell’atto normativo sono un singolo o un numero definito di stati membri.

 

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