Legionella: la gestione degli impianti a rischio

Nell’articolo pubblicato il 12/09/2011 abbiamo parlato dei pericoli per l’uomo connessi alla presenza di Legionella nelle acque: sono stati individuati i soggetti più a rischio, le modalità di trasmissione e le caratteristiche della malattia.

Considerando quanto detto risulta evidente che sono a rischio tutti gli impianti ed i processi tecnologici che comportano un moderato riscaldamento dell’acqua e la sua nebulizzazione. Le strutture più a rischio sono quindi:

–  gli ambienti nosocomiali (ospedali, residenze per anziani, case di cura);

–  le strutture ricettive (alberghi, caserme, campeggi, villaggi, circoli ricreativi, …);

–  gli ambienti collettivi (scuole, uffici, banche, ristoranti, …).

Una corretta valutazione del rischio Legionella in queste strutture deve partire dall’analisi di uno schema aggiornato e delle condizioni di normale funzionamento degli impianti (idrico e di condizionamento dell’aria) per individuarne i punti critici. A questo deve seguire una valutazione delle modalità di utilizzo delle varie sezioni o parti dell’impianto, alla ricerca di bracci morti o comunque di parti soggette a ristagno di acqua o a un suo defluire intermittente. Una particolare attenzione deve essere posta nel valutare l’utilizzo delle differenti aree o ali della struttura, in funzione di una loro possibile bassa occupazione, che potrebbe favorire la proliferazione del batterio.

Negli impianti la Legionella può trovarsi isolata e libera nell’acqua o ancorata a biofilm. Il biofilm è un aggregato di batteri, polimeri, alghe e sali dove il batterio trova il supporto indispensabile per vivere e svilupparsi e dove può anche nascondersi rendendo inefficaci i trattamenti di disinfezione. Il biofilm si sviluppa dove sono presenti sostanze nutritive, temperature adeguate e i necessari supporti di ancoraggio; tali condizioni possono trovarsi nelle condotte che convogliano acqua calda a velocità basse e che quindi non ostacolano la sua formazione. Proprio per evitare la formazione del biofilm e di conseguenza la proliferazione della Legionella, diventa importante progettare con cura gli impianti e garantire la loro idoneità nel tempo. La miglior prevenzione per ridurre il rischio di presenza di Legionella negli impianti è quindi una frequente, costante ed adeguata manutenzione degli stessi a cura di personale competente.

Misure di prevenzione per la riduzione del rischio

Di seguito vengono riportate alcune indicazioni per la corretta installazione e manutenzione dei diversi tipi di impianto.

SISTEMA IDRICO

– Nelle nuove strutture e in quelle soggette a ristrutturazione le reti dell’acqua fredda e dell’acqua calda sanitaria devono essere adeguatamente distanziate. Le reti devono essere il più lineari possibile, evitando tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell’acqua.

– I serbatoi di accumulo di nuova installazione devono essere facilmente ispezionabili al loro interno e disporre alla base, di un rubinetto che permetta le operazioni di spurgo del sedimento e il prelievo di campioni di acqua da sottoporre alle indagini analitiche.

– I serbatoi di accumulo dell’acqua calda devono essere svuotati, disincrostati e disinfettati almeno due volte l’anno e il loro funzionamento deve essere ripristinato dopo accurato lavaggio.

– Nei serbatoi di accumulo dell’acqua calda, l’acqua dovrebbe essere mantenuta a Temperatura superiore a +60°C e non dovrebbe scendere sotto i +50°C alla base di ciascuna colonna di ricircolo; nel circuito dell’acqua fredda il rischio è trascurabile qualora la temperatura sia inferiore a +20°C.

– In caso di rischio di ustioni per gli utenti dovranno essere installate valvole termostatiche di miscelazione in prossimità dei terminali di erogazione.

– I materiali utilizzati per la realizzazione di nuovi impianti devono garantire la possibilità di sopportare trattamenti termici o chimici di disinfezione.

– I serbatoi dell’acqua fredda devono essere periodicamente ispezionati al loro interno e ripuliti dai depositi o sporcizia e disinfettati almeno una volta l’anno.

– Le docce, i diffusori delle docce e i rompigetto dei rubinetti devono essere mantenuti puliti e privi di incrostazioni effettuando regolarmente una decalcificazione o sostituendoli all’occorrenza. Prima che le camere vengano occupate è necessario far scorrere l’acqua (calda e fredda) per alcuni minuti dai rubinetti e dalle docce.

– Negli edifici a funzionamento stagionale, prima della riapertura occorre procedere a una pulizia completa dei serbatoi e della rubinetteria e far defluire a lungo l’acqua da tutti i rubinetti.

– Qualora si riscontri la crescita di alghe, protozoi e altri batteri, occorre utilizzare appropriati trattamenti di disinfezione, provvedendo ad un efficace programma di trattamento dell’acqua, capace di prevenire la formazione di film biologico, che potrebbe contenere Legionella.

IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO DELL’ARIA

– Le prese d’aria esterne devono essere dotate di efficaci sistemi per evitare che l’acqua penetri al loro interno ed ubicate ad idonee distanza da fonti di emissione di aria potenzialmente contaminata. Durante l’esercizio dell’impianto di condizionamento centralizzato va controllato lo stato di efficienza dei filtri ed eliminata l’eventuale presenza di condensa e/o di gocce d’acqua sulle loro superfici che favorisce la crescita di batteri e la loro diffusione nell’ambiente indoor. I filtri devono essere sostituiti secondo la periodicità indicata dal costruttore.

– Non devono essere utilizzati sistemi di umidificazione che possono determinare ristagni di acqua e le bacinelle di raccolta della condensa devono essere inclinate e realizzate con materiali anticorrosivi al fine di agevolarne la pulizia. Gli scarichi delle condense devono essere adeguatamente sifonati.

– Le torri evaporative o di raffreddamento non devono essere installate in prossimità di finestre e prese d’aria, per evitare che l’aria di scarico entri negli edifici, e non devono essere installate in zone destinate a frequentazioni o raccolta di persone. È consigliabile che le bocche di scarico delle torri e dei condensatori siano posizionate ad almeno 2 metri al di sopra della parte superiore di qualsiasi elemento da proteggere o a una distanza, in orizzontale di almeno 10 metri.

ALTRI IMPIANTI

– Per quanto concerne le piscine, è necessario, in occasione dello svuotamento periodico della vasca, la pulizia e la disinfezione shock della vasca e delle tubature, la sostituzione dei filtri della vasca e la revisione accurata dei sistemi di ricircolo con eliminazione dei depositi.

– Per quanto riguarda le vasche per idromassaggio deve essere sostituita giornalmente almeno metà della massa d’acqua, deve essere prevista una concentrazione di cloro attivo libero nell’acqua pari almeno a quella delle piscine (da 0.7 a 1.2 mg/l), i filtri devono essere puliti e risciacquati giornalmente e almeno settimanalmente occorre mettere in atto un’operazione di disinfezione accurata.

Azioni correttive in presenza di rischio

Se si evidenzia la presenza di un rischio derivante dall’impianto idrosanitario o di condizionamento occorre mettere in atto misure correttive per ripristinare la situazione ed eliminare o ridurre al minimo il rischio evidenziato. In presenza di Legionella il responsabile dell’attività provvederà innanzitutto a consultarsi coi tecnici, i manutentori, i consulenti ed il titolare dell’attività per definire l’azione correttiva da intraprendere. Le possibili misure da mettere in atto in presenza di rischio vengono di seguito elencate.

AZIONI CORRETTIVE: SISTEMA IDRICO

• Sanificazione degli impianti che sono risultati contaminati da Legionella mediante:

– operazioni di svuotamento dei circuiti e delle vasche, disincrostazione e disinfezione dei serbatoi di accumulo;

– accurato ed esaustivo lavaggio del serbatoio e sua successiva messa in rete;

– clorazione dell’acqua calda in modo da ottenere una concentrazione di cloro libero ai punti periferici di utenza compreso tra 1 e 2 mg/l;

– shock termico, alimentando le reti di distribuzione con acqua surriscaldata avente temperatura ai terminali di almeno +60 °C per un periodo di tempo limitato;

• Mantenimento della qualità dell’acqua e controllo dei parametri chimico-fisici e microbiologici.

• Installazione di apparecchi “addolcitori” per acqua potabile a monte degli impianti di produzione dell’acqua calda;

• Eventuale rifacimento di parti di impianto e sostituzioni di componenti, soprattutto in caso di presenza di rami morti poco utilizzati o di rami non collegati al ricircolo;

• Eventuale revisione del protocollo delle manutenzioni ordinarie con l’aggiornamento delle frequenze degli interventi.

AZIONI CORRETTIVE: IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO

• Sanificazione delle parti di impianto che sono risultati contaminati da Legionella mediante:

– sostituzione filtri ed eventuale disincrostazione

– trattamento dell’acqua degli umidificatori ed eventualmente dell’acqua di raffreddamento delle torri evaporative con sistemi analoghi a quelli dell’acqua calda sanitaria con tutte le cautele del caso per evitare l’immissione in ambiente di sostanze che determinano il peggioramento della qualità dell’aria;

• Ispezioni almeno trimestrali per controllare l’eventuale presenza di depositi;

• Previsione di installazioni di apparecchiature per il miglioramento della qualità dell’acqua degli umidificatori ed eventualmente dell’acqua di raffreddamento delle torri evaporative, come per gli impianti per l’acqua calda sanitaria;

• Eventuali modifiche all’impianto per evitare il ristagno dell’acqua e diminuire la porosità dei filtri;

• Eventuale revisione del protocollo delle manutenzioni ordinarie con l’aggiornamento delle frequenze degli interventi.

Periodicità

L’analisi del rischio deve essere effettuata regolarmente (almeno ogni due anni) e ogni volta che ci sia motivo di pensare che la situazione si sia modificata (ristrutturazioni, esame batteriologico positivo con carica > 1000 UFC/L, ecc.). Deve, comunque, essere rifatta, con carattere d’urgenza, ad ogni segnalazione di un possibile caso di legionellosi.

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