Legionellosi: sintomi, vie di trasmissione e fattori di rischio

Legionella
Le legionelle sono microrganismi ampiamente diffusi in natura, dove si trovano principalmente associate alla presenza di acqua.

Dagli ambienti naturali le legionelle risalgono a quelli artificiali colonizzando le reti idrauliche, che si suppone agiscano, in determinate condizioni, da amplificatori e disseminatori del microrganismo.

Le legionelle prediligono gli habitat acquatici caldi, in particolare le condizioni ambientali favorevoli alla loro crescita sono:

per la sopravvivenza, temperatura dell’acqua compresa tra +5,7°C e +60°C (in condizioni di laboratorio a +60°C la Legionella muore dopo circa 2 minuti; sotto i +20°C i batteri sopravvivono, ma non sono attivi nella fase di proliferazione);

per la proliferazione, temperatura dell’acqua tra i +25°C ed i +45°C, con temperatura ottimale di crescita a +37°C;

valori di pH compresi tra 5,5 e 8,1;

presenza di alghe ed amebe;

presenza di biofilm (matrice di sostanza organica, polimeri, sali naturali e microrganismi) sulle pareti dei sistemi idrici, a cui il microrganismo si ancora e trova protezione dagli agenti biocidi standard del trattamento di potabilizzazione.

Della famiglia delle Legionellaceae, Legionella pneumophila è l’agente eziologico principale a cui vengono associate le malattie di legionellosi.

La malattia e i sintomi

La legionellosi è una malattia infettiva che si può manifestare in differenti forme:

1) malattia dei legionari: forma più severa dell’infezione, si presenta come polmonite acuta, caratterizzata da febbre elevata, brividi, tosse non produttiva, artralgie e cefalea, con un tempo di incubazione di 2-10 giorni. A volte possono comparire sintomi extrapolmonari quali manifestazioni neurologiche, gastrointestinali, cardiache e complicazioni varie: ha una letalità media del 10%;

2) febbre di Pontiac: forma simil-influenzale con un periodo di incubazione di 24-48 ore. I sintomi sono febbre, malessere generale, mialgia, cefalea ed a volte tosse e si risolvono in 2-5 giorni;

3) forma subclinica: senza comparsa di sintomi clinici, si evidenzia solo con il riscontro di anticorpi anti-legionella.

 CASI DI LEGIONELLOSI IN ITALIA:

Casi di legionellosi in Italia

Nel 2008: 1189 casi.

Nel 2009: 1200 casi, l’80% circa dei quali è stato notificato da Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.

Vie di trasmissione

La principale via di trasmissione della malattia è per inalazione di aerosol contenente legionelle o aspirazione di acqua contaminata (sonda naso gastrica, apparecchi per aerosol ed ossigenoterapia). La Legionella penetra nell’ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie e poi raggiunge i polmoni. Più piccole sono le dimensioni delle gocce di acqua, più queste sono pericolose in quanto gocce inferiori a 5 micron raggiungono più facilmente le basse vie respiratorie. Non è mai stata dimostrata la trasmissione diretta da persona a persona.

Punti potenziali di veicolazione per l’uomo possono essere tutte le strutture in cui viene vaporizzata acqua a temperature comprese tra +25°C e +42°C e/o aerosol, quali ad esempio i soffioni delle docce per il sistema idrico sanitario, le torri di raffreddamento e gli apparati di umidificazione per l’aria.

MODALITÀ DI TRASMISSIONE:

Vie di trasmissione della legionellosi

 

Fattori di rischio

Il rischio di acquisizione della malattia è correlato alla suscettibilità individuale (età avanzata, fumo di sigaretta, malattie croniche e immunodeficienza) e a fattori di rischio ambientale: temperatura dell’acqua (+25/+42°C), un’insufficiente disinfezione della stessa, la presenza di biofilm e le caratteristiche dell’impianto (fenomeni di ristagno, incrostazioni, depositi di calcare, impianto centralizzato con una estesa rete di condutture, punti di giunzione e rami morti, presenza di serbatoi di accumulo, fenomeni di corrosione e usura).

Le strutture e gli impianti maggiormente a rischio sono: strutture socio-sanitarie o socio-assistenziali di tipo residenziale, strutture turistico-ricreative (alberghi, piscine, palestre, …), strutture ed ambienti di vita collettiva ed ambienti di lavoro con particolare riguardo agli ambienti condizionati/umidificati.

La prevenzione della legionellosi

La prevenzione del pericolo legionellosi viene condotta dove può verificarsi l’amplificazione, la disseminazione e la trasmissione del microrganismo. Una volta individuate le fasi sulle quali agire deve essere effettuata un’analisi del rischio, che valuti lo stato delle strutture e la destinazione d’uso delle diverse aree e che individui i punti critici ove applicare azioni preventive.

La prevenzione della legionellosi dovrebbe partire dalla corretta progettazione e realizzazione degli impianti tecnologici che comportano un riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione (impianti a rischio), allo scopo di rendere improbabile la colonizzazione e la moltiplicazione delle legionelle, mentre per gli impianti esistenti si fa leva sulla corretta gestione e manutenzione degli stessi allo scopo di contrastare la moltiplicazione e la diffusione della Legionella.

 

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