Aspartame: sì o no?

Aspartame

L’aspartame è una sostanza ad elevato potere dolcificante e a basso tenore calorico: ben 200 volte più dolce del saccarosio (il comune zucchero da tavola); per questo motivo sono sufficienti piccolissime quantità per dolcificare cibi e bevande. L’aspartame è utilizzato per dolcificare vari prodotti alimentari come bevande, prodotti di pasticceria e confetteria, gomme da masticare, prodotti a basso tenore calorico e dietetici, nonché come edulcorante da tavola. Da oltre vent’anni, il suo impiego negli alimenti e come edulcorante è autorizzato in numerosi Paesi di tutto il mondo in conseguenza a valutazioni effettuate sulla sua sicurezza.

I consumatori possono individuare i prodotti contenenti aspartame leggendo la lista degli ingredienti sull’etichetta del prodotto stesso. Come tutti gli additivi alimentari all’aspartame è stato assegnato un “E+numero” in seguito alla sua autorizzazione. La sua presenza nei cibi può essere indicata con il nome (aspartame) o con il numero corrispondente E951.

Una volta ingerito l’aspartame è scomposto a livello intestinale in tre componenti: acido aspartico, fenilalanina (due amminoacidi) e metanolo, tutte sostanze normalmente presenti nell’organismo. Questi amminoacidi si possono trovare facilmente in tutti gli alimenti che contengono proteine, tra cui la carne, i cereali e i latticini. Il metanolo è presente naturalmente nel nostro organismo e in molti alimenti naturali come frutta e verdura. L’aspartame viene digerito come qualsiasi altro amminoacido; di per sé non entra nel flusso sanguigno e non si accumula all’interno dell’organismo. I derivati dell’aspartame sono naturalmente contenuti anche in altri alimenti e sono utilizzati dall’organismo così come i prodotti derivati dai comuni alimenti. Le quantità derivate dall’aspartame, se confrontate con le quantità provenienti da questi alimenti, sono esigue. Ad esempio, una porzione di latte scremato fornisce 6 volte più fenilalanina e 13 volte più acido aspartico rispetto alla stessa quantità fornita da una bevanda dietetica dolcificata con aspartame.

L’aspartame è utilizzato in oltre 6.000 prodotti alimentari quali bevande gassate, bibite in polvere, yogurt, sciroppi, succhi, prodotti di pasticceria quali budini, dessert, creme, semifreddi, gelati, prodotti di confetteria, caramelle, gelatine, frutta da spalmare, gomme da masticare, barrette energetiche e sostitutivi dei pasti, prodotti a basso tenore energetico e dietetici, nonché come dolcificante da tavola e si calcola che venga consumato da oltre 200 milioni di persone nel mondo.

Diversi studi sull’aspartame in animali da laboratorio hanno evidenziato un possibile effetto negativo sull’organismo umano a seguito dell’assunzione orale di questo dolcificante, ma nessuno studio ha dimostrato un rapporto causa-effetto tra questi fenomeni, né ha potuto definire il meccanismo d’azione di una eventuale tossicità.

Nel maggio del 2011 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) è stata incaricata dalla Commissione di anticipare al 2012 una nuova e completa valutazione sulla sicurezza dell’aspartame. Inoltre, l’Autorità opererà in stretto coordinamento con l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, l’ambiente e il lavoro (Anses) in merito alla valutazione nutrizionale in termini di rischi-benefici che quest’ultima ha condotto sugli edulcoranti.

Fonti:

http://www.minerva.unito.it/Chimica&Industria/Dizionario/Supplementi02/AdditiviAlimentari/SchedaE951.htm

http://www.aspartame.it/

http://www.efsa.europa.eu/it/faqs/faqaspartame.htm

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