Approvato DPR sulla tutela della sicurezza dei lavoratori in ambienti confinati

È stato approvato il decreto per la tutela dei lavoratori che svolgono le proprie mansioni in luoghi “confinati”, ovvero tutti quei luoghi in cui è facile il verificarsi di gas, sostanze nocive o potenzialmente esplosive. Fanno parte di questi ambienti le cisterne, i pozzi, tutti gli ambienti in cui oltre che dalla formazione di atmosfere esplosive, è necessario proteggersi anche dallo spazio limitato di manovra. Fanno parte di questi ambienti anche i silos ove vengono stoccati i cereali, la farina e altri materiali di raccolta ad uso normalmente alimentare. Ai più può sembrare strano ma i silos rappresentano uno dei luoghi confinati più pericoloso per via delle alte potenzialità esplosive della polvere della farina.

Il DPR mira a migliorare la sicurezza in questi luoghi. In particolare mira allo sviluppo personale del lavoratore attraverso rigidi protocolli di Formazione / Informazione e Addestramento in relazione ai rischi specificRiportiamo un estratto delle principali misure approvate:

•  imposizione alle imprese e ai lavoratori autonomi, in aggiunta agli obblighi già su di essi gravanti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, dell’obbligo di procedere a specifica informazione, formazione e addestramento – oggetto di verifica di apprendimento e aggiornamento – relativamente ai rischi che sono propri degli “ ambienti confinati” e alle peculiari procedure di sicurezza ed emergenza che in tali contesti debbono applicarsi; ciò con riferimento a tutto il personale impiegato, compreso il datore di lavoro;

•  imposizione ai datori di lavoro delle imprese e ai lavoratori autonomi dell’obbligo di possedere dispositivi di protezione individuale (es.: maschere protettive, imbracature di sicurezza, etc.), strumentazione e attrezzature di lavoro (es.: rilevatori di gas, respiratori, etc.) idonei a prevenire i rischi propri delle attività lavorative in parola e di aver effettuato, sempre in relazione a tutto il personale impiegato, attività di addestramento all’uso corretto di tali dispositivi;

•  obbligo di presenza di personale esperto, in percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro, con esperienza almeno triennale in attività in “ambienti confinati”, assunta con contratto di lavoro subordinato o con altri contratti (in questo secondo caso, necessariamente certificati ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del D.Lgs. n. 276/2003) con la necessità che il preposto, che sovrintende sul gruppo di lavoro, abbia in ogni caso tale esperienza (in modo che alla formazione e addestramento il “capo-gruppo” affianchi l’esperienza maturata in concreto);

•  integrale rispetto degli obblighi in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e relativi alla parte economica e normativa della contrattazione di settore, compreso il versamento dell’eventuale contributo all’ente bilaterale di riferimento;

•  applicazione delle regole della qualificazione non solo nei riguardi dell’impresa appaltatrice ma nei confronti di qualunque soggetto della “filiera”, incluse le eventuali imprese subappaltatici. Peraltro, il subappalto è consentito solo a condizione che sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro committente (il quale dovrà, quindi, verificare il possesso da parte dell’impresa subappaltatrice dei requisiti di qualificazione) e che venga certificato, ai sensi del Titolo VIII, Capo I, del D.Lgs. n. 276/2003.

•  prima dell’accesso nei luoghi di lavoro, tutti i lavoratori che verranno impiegati nelle attività (compreso, eventualmente, il datore di lavoro) siano puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente di tutti i rischi che possano essere presenti nell’area di lavoro (compresi quelli legati ai precedenti utilizzi). E’ previsto che tale attività debba essere svolta per un periodo sufficiente e adeguato allo scopo della medesima e, comunque, non inferiore ad un giorno;

•  il datore di lavoro committente individui un proprio rappresentante, adeguatamente formato, addestrato ed edotto di tutti i rischi dell’ambiente in cui debba svolgersi l’attività dell’impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi, che vigili sulle attività che in tali contesti si realizzino;

•  durante tutte le fasi delle lavorazioni in ambienti sospetti di inquinamento o “confinati” sia adottata ed efficacemente attuata una procedura di lavoro specificamente diretta a eliminare o ridurre al minimo i rischi propri di tali attività. Tali procedure potranno anche essere le buone prassi, in corso di approvazione da parte della Commissione consultiva per la salute e sicurezza sul lavoro.

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Ufficio Stampa – Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Decreto per la qualificazione delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

Il Decreto sarà ufficialmente operativo nel momento in cui sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale

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NOTA DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI SUL DECRETO PER LA QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE OPERANTI IN AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO O CONFINATI

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