Etichettatura

La normativa di riferimento in Italia per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti alimentari è il D. Lgs. 27 gennaio 1992, n°109 e sue successive modifiche.

Recentemente è inoltre stato approvato dal parlamento europeo un regolamento comunitario che entrerà in vigore probabilmente alla fine dell’anno e che introdurrà alcune novità in merito alle indicazioni obbligatorie da riportare in etichetta (a tal proposito pubblicheremo presto un articolo di approfondimento).

Altre novità potrebbero infine essere apportate dalla legge 3 febbraio 2011 n. 4 recante le nuove “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19/02/2011). La legge è attualmente al vaglio della Commissione Europea e la sua definitiva entrata in vigore sarà eventualmente subordinata all’emissione dei decreti attuativi che daranno, per ogni prodotto interessato, indicazioni precise in merito alle indicazioni da riportare in etichetta. Scopo di questa legge sono la salvaguardia e la valorizzazione delle produzioni italiane di qualità, il rafforzamento della tutela e della competitività dei prodotti a denominazione protetta e una maggiore informazione al consumatore.

Resteranno in vigore tutte le indicazioni riportate nel D. Lgs. 27 gennaio 1992, n°109, ma verranno introdotte alcune novità sull’indicazione dell’origine dei prodotti. In particolare sarà obbligatorio indicare in etichetta l’indicazione del luogo di origine o di provenienza e dell’eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia la presenza di organismi geneticamente modificati. Per i prodotti alimentari non trasformati, l’indicazione del luogo di origine riguarderà il Paese di produzione dei prodotti. Per i prodotti trasformati, l’indicazione riguarderà il luogo in cui è avvenuta l’ultima trasformazione ed il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalente.

La legge precisa inoltre che è sarà vietato indicare, nelle etichettature delle miscele di formaggi, la denominazione di origine protetta (DOP) tranne che tra gli ingredienti, a condizione che il formaggio DOP faccia parte degli ingredienti in percentuale non inferiore al 20% e che ne sia stata data comunicazione al relativo consorzio di tutela.

Con la legge verrà inoltre istituito il “Sistema di qualità nazionale di produzione integrata” al fine di garantire una qualità del prodotto finale significativamente superiore alle norme commerciali correnti e di assicurare che le attività agricole e zootecniche siano esercitate in conformità a norme tecniche di produzione integrata. Con “produzione integrata” si intende un sistema di produzione agroalimentare che utilizzi tutti i mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole dalle avversità, volti a ridurre al minimo l’uso delle sostanze chimiche di sintesi e a razionalizzare la fertilizzazione, nel rispetto dei principi ecologici, economici e tossicologici.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Per etichettatura si intende l’insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare al fine di assicurare la corretta e trasparente informazione del consumatore. Le indicazioni che devono essere riportate in etichetta variano a seconda della tipologia di prodotto.

I prodotti alimentari possono essere infatti raggruppati in tre categorie in base alla presenza / assenza dell’imballaggio ed al tipo e funzione dell’imballaggio stesso:

– prodotto alimentare preconfezionato;

– prodotto alimentare preincartato;

– alimenti venduti frazionati – sfusi.

PRODOTTO ALIMENTARE PRECONFEZIONATO

Per prodotto preconfezionato si intende un’unità di vendita destinata ad essere presentata come tale al consumatore, costituita dal prodotto alimentare e dall’imballaggio in cui è stato immesso prima di essere posto in vendita, avvolta interamente o in parte da tale imballaggio ma comunque in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata. Il prodotto può essere preconfezionato in un luogo diverso rispetto a quello in cui viene venduto.

Non sono considerati preconfezionati i prodotti alimentari di grossa pezzatura (forme di formaggio, ecc.) anche se posti in involucro protettivo, generalmente venduti previo frazionamento.

I prodotti preconfezionati destinati al consumatore devono riportare in etichetta le seguenti indicazioni:

– la denominazione di vendita;

– l’elenco degli ingredienti;

– la quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti, espressa in percentuale, al momento della loro utilizzazione nella preparazione del prodotto. Tale percentuale va indicata se l’ingrediente figura nella denominazione di vendita, se l’ingrediente o la categoria di ingredienti è messo in rilievo nell’etichettatura con parole, immagini o una rappresentazione grafica, se l’ingrediente o la categoria di ingredienti è essenziale per caratterizzare un prodotto alimentare e distinguerlo dai prodotti con i quali potrebbe essere confuso per la sua denominazione o il suo aspetto;

– la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale;

– il termine minimo di conservazione (TMC) o, nel caso di prodotti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, la data di scadenza;

– il nome o la ragione sociale o il marchio depositato e la sede o del fabbricante o del confezionatore o di un venditore stabilito nella comunità economica europea;

– la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento (per sede si intende la località dove è ubicata l’azienda o lo stabilimento);

– il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico superiore a 1.2% in volume;

– una dicitura che consenta di identificare il lotto di appartenenza del prodotto;

– le modalità di conservazione e di utilizzazione qualora sia necessaria l’adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto.

PRODOTTO ALIMENTARE PREINCARTATO

Per prodotto preincartato si intende un’unità di vendita costituita da un prodotto alimentare e dall’involucro nel quale è stato posto o avvolto negli esercizi di vendita. Tali prodotti possono essere venduti solo nello stesso luogo in cui sono stati confezionati e, ai fini dell’etichettatura, sono equiparati ai prodotti sfusi.

ALIMENTI VENDUTI FRAZIONATI – SFUSI

I prodotti sfusi sono prodotti alimentari non preconfezionati, venduti previo frazionamento, anche se originariamente preconfezionati, posti in un involucro sui luoghi di vendita a richiesta dell’acquirente, ai fini della vendita immediata. Le indicazioni necessarie per i prodotti sfusi, sono:

– la denominazione di vendita;

– l’elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso;

– se deperibili, le modalità di conservazione;

– la data di scadenza per le paste fresche e le paste fresche con ripieno;

– il titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico superiore a 1.2% in volume.

L’elenco degli ingredienti può essere riportato su un cartello o apposito registro da tenere in prossimità della merce e a disposizione del cliente.

 

ELENCO DEGLI INGREDIENTI

L’elenco degli ingredienti è costituito dall’enumerazione di tutti gli ingredienti del prodotto alimentare, in ordine di peso decrescente al momento della loro utilizzazione. Esso è preceduto da una indicazione appropriata contenente la parola “ingredienti”. Per ingrediente si intende qualsiasi sostanza, compresi gli additivi, utilizzata nella fabbricazione o nella preparazione di un prodotto alimentare, ancora presente nel prodotto finito, eventualmente in forma modificata.

Quando un ingrediente di un prodotto alimentare è stato a sua volta elaborato a partire da più ingredienti, questi sono considerati ingredienti di detto prodotto. I preparati ed i semilavorati, utilizzati nella preparazione dei prodotti devono essere menzionati col nome dei singoli ingredienti che li compongono.

Non sono considerati ingredienti gli additivi utilizzati come ausiliari tecnologici che non si ritrovano nel prodotto finito e le sostanze utilizzate, nelle dosi strettamente necessarie, come solventi o supporti per gli additivi e gli aromi.

L’acqua aggiunta e gli ingredienti volatili sono indicati nell’elenco in funzione del loro peso nel prodotto finito; la quantità di acqua aggiunta come ingrediente è determinata così: peso totale del prodotto finito – peso totale degli ingredienti utilizzati (escluso il peso dell’acqua utilizzata). Si può non tener conto di questa quantità se essa non supera, in peso, il 5% del prodotto finito.

Nel caso di miscugli di frutta o ortaggi, di spezie o di piante aromatiche in cui nessun tipo di frutta o di ortaggio o di spezia o di pianta aromatica abbia una predominanza di peso significativa, tali ingredienti possono essere elencati in un altro ordine, purché il loro elenco sia accompagnato da un’indicazione del tipo “in proporzione variabile”.

Il chinino e la caffeina utilizzati come aromi devono essere indicati nell’elenco degli ingredienti del prodotto composto con la loro denominazione specifica, immediatamente dopo il termine ”aroma”. Nei prodotti che contengono più aromi tra i quali figurano il chinino e la caffeina, l’indicazione può essere effettuata tra parentesi, immediatamente dopo il termine “aromi”, con la dicitura “incluso chinino” o “inclusa caffeina”.

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