Coloranti Alimentari

Che cosa sono i coloranti alimentari?

Sono additivi che conferiscono un colore ad un alimento e che vengono utilizzati per esigenze di mercato in quanto incrementano l’interesse per il prodotto e ne aumentano la vendita. Il consumatore infatti tende a giudicare la qualità di un alimento dal suo aspetto: se l’aranciata é arancione allora é buona, se il burro é giallo allora é migliore, ecc.

L’ FBN (Food and Broad) stabilisce i motivi per cui i coloranti possono essere aggiunti agli alimenti:
•   ridare il colore originale quando questo sia stato distrutto o alterato da trattamenti tecnologici o dalla conservazione;
•   assicurare uniformità di colore, correggendo eventuali variazioni naturali di intensità;
•   intensificare il colore qualora questo risulti piu’ debole di quello che il consumatore associa a quell’alimento;
•   proteggere dai raggi del sole, durante la conservazione dell’alimento, l’aroma e le vitamine fotosensibili;
•  conferire un aspetto invitante a cibi che sarebbero altrimenti poco appetibili;
•  aiutare a conservare l’identità e le caratteristiche che permettono il riconoscimento dei prodotti;
•   fornire un’indicazione visiva della qualità.

Alcune di queste motivazioni lasciano comunque qualche dubbio, in quanto un’opportuna colorazione può fare sembrare di ottima qualità cibi di per sè scadenti.

Non sono considerati invece coloranti:
•   i prodotti alimentari essiccati o concentrati;
•   gli aromi dotati di un effetto colorante secondario come paprica, zafferano, ecc;
•   i pigmenti usati per colorare le parti esterne non commestibili di prodotti alimentari (come i rivestimenti degli insaccati e dei formaggi).

Ai sensi del Regolamento (CE) n. 1331/2008 della Commissione tutti gli additivi alimentari devono essere sottoposti ad una valutazione di sicurezza dell’EFSA prima di ottenere l’autorizzazione dai gestori del rischio dell’UE.
Conformemente al Regolamento (CE) n. 1333/2008 della Commissione, tutti gli additivi alimentari in uso prima del 20 gennaio 2009 devono essere sottoposti a una nuova valutazione del rischio da parte dell’EFSA.
Il regolamento (UE) n. 257/2010 della Commissione istituisce un programma relativo a una nuova valutazione degli additivi alimentari autorizzati. L’allegato II del regolamento specifica, in ordine di priorità decrescente, tre gruppi di coloranti alimentari, ovvero i gruppi 1,2 e 3, nonché la data limite per la loro nuova valutazione. In conformità con tale programma, i coloranti alimentari devono essere valutati in via prioritaria, poiché questi sono stati tra i primi additivi a essere valutati dall’ex comitato scientifico dell’alimentazione umana (SCF) diversi anni fa.

Per alcuni coloranti, sono stati pubblicati nuovi studi:

•   Food additives: New regulations on food additives, food enzymes and flavourings;
•   Regolamento (UE) N. 257/2010 che istituisce un programma relativo a una nuova valutazione degli additivi alimentari autorizzati;
•   Food labelling – EU legislation.

Occasionalmente la Commissione europea può richiedere il parere dell’EFSA sulle allergie alimentari al momento di decidere sulla possibile inclusione o meno dei coloranti alimentari nell’elenco degli allergeni alimentari riportato nell’allegato IIIa della Direttiva 2000/13/CE relativa all’etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari.

La situazione attuale è la seguente:

Gli additivi con codice CEE da E100 a E163 sono coloranti naturali organici. A differenza dei coloranti naturali inorganici possono essere utilizzati sia per la colorazione della massa dell’alimento, sia per la colorazione della sola superficie esterna.

•   E100 Curcumina, colorante giallo. Sospetto di nocività. Può essere addizionato a: dadi per brodo, minestre preconfezionate, mostarde, curry.
•   E101 Riboflavina (vitamina B2), colorante giallo. Nessuna nocività. Può essere addizionato a: dolci, biscotti, prodotti del latte. Attenzione: può essere prodotto anche con l’uso di organismi geneticamente modificati OGM.
•   E120 Cocciniglia, colorante rosso. E’ un colorante di origine animale ottenuto per essiccazione di un insetto, la cocciniglia. Può provocare allergie in soggetti predisposti. Può essere addizionato a: aperitivi e liquori.
•   E140 Clorofilla e clorofillina, colorante verde. Nessuna nocività. Può essere addizionato a: ghiaccioli, gelati, dolci.
•   E141 Complessi rameici delle clorofille, colorante verde. Sospetto di nocività se contiene impurità o residui di rame. Può essere addizionato a: ghiaccioli, gelati, dolci.
•   E153 Carbone medicinale vegetale, colorante nero. Se prodotto con metodi non corretti sembra responsabile di alcune forme tumorali. Attenzione: può essere prodotto anche con l’uso di organismi geneticamente modificati OGM.

Altri coloranti naturali organici sono:

I coloranti naturali (organici e inorganici) includono componenti dei prodotti alimentari ed altri elementi di origine naturale. Sono sopratutto sostanze di origine vegetale, ed in minor misura di origine animale. Molte di queste sostanze vengono attualmente prodotte in laboratorio.

I coloranti naturali con codice CEE da E 170 a E 180 sono coloranti inorganici, ossia di origine minerale. Questi additivi possono essere utilizzati esclusivamente per la colorazione della sola superficie esterna dell’alimento.

Coloranti inorganici

DGA DOSE GIORNALIERA ACCETTABILE: rappresenta la quantità di additivo che, ingerito ogni giorno per tutta la vita non arreca rischi apprezzabili per la salute del consumatore. I coloranti inorganici non hanno nessun effetto nocivo noto. Per l’industria alimentare presentano lo svantaggio di essere meno stabili ma sopratutto più costosi dei coloranti sintetici.

I coloranti di sintesi, ossia artificiali, hanno il vantaggio di essere più stabili e meno costosi dei coloranti naturali ma lasciano maggiori dubbi sulla loro innocuità.
Confrontando infatti le formule dei coloranti tuttora ammessi con quelli riconosciuti invece tossici e vietati, si notano somiglianze che non possono lasciare indifferenti. I maggiori imputati sono i coloranti azoici caratterizzati dal gruppo cromoforo azo (ad es. E 110).

I coloranti di sintesi possono essere impiegati solo negli alimenti indicati dalla legge e comunque entro le dosi massime d’impiego consentite.

•   E102 Tartrazina, colorante giallo. E’ ritenuto responsabile di allergie. Gli alimenti che contengono questo colorante devono riportare sull’etichetta la dicitura «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini».La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 7,5 mg/kg.
•   E104 Giallo di chinolina, colorante giallo. Da evitare per i bambini. Gli alimenti che contengono questo colorante devono riportare in etichetta la dicitura «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini».La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 0,5 mg/kg.
•   E110 Giallo tramonto FCF – giallo arancio S. Possibili rischi di allergie. Gli alimenti che contengono questo colorante devono riportare in etichetta la dicitura «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini». La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 2,5 mg/kg.
•   E122 Azorubina o Carmoisina, colorante rosso. E’ un colorante Sospetto.
E’ tra le sostanze indagate da uno studio commissionato dalla Food Standard Agency (l’Agenzia per la sicurezza alimentare britannica) perchè sospettata di influenzare il comportamento dei bambini, provocando iperattività, agitazione e distrazione.
Gli alimenti che contengono questo colorante devono riportare in etichetta la dicitura «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini».La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 1,25 mg/kg. •   E123 Amaranto, colorante rosso. E’ un colorante sospetto di essere mutageno e parzialmente vietato dal 1978. E’ ammesso soltanto per la colorazione del caviale e dei relativi succedanei. La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 0,5 mg/kg.
•   E124 Poncean 4R – rosso cocciniglia A, colorante rosso. E’ un colorante sospetto. Controndicato per chi è allergico all’aspirina e per gli asmatici. Gli alimenti che contengono questo colorante devono riportare in etichetta la dicitura «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini».La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 0,125 mg/kg.
•   E127 Eritrosina, colorante rosso. Possibili rischi di allergie e di ipertiroidismo. E’ sospettato di essere, in forti dosi e per effetto cumulativo e nel corso degli anni, eventualmente responsabile di disturbi e di gravi malattie. La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 0,6 mg/kg.
•   E128 Rosso 2G, colorante rosso. Innocuo.
•   E129 Rosso allura AC, colorante rosso. Gli alimenti che contengono questo colorante devono riportare in etichetta la dicitura «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini».
•   E131 Blu patentat V, colorante blu. Possibili rischi di allergie, pruriti, nausee. Sospetto cancerogeno. La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 2,5 mg/kg.
•   E132 Carminio indaco – indigotina, collorante blu. Può causare ipertensione, nausea e vomito.
La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 5 mg/kg.
•   E133 Blu brillante FCF, colorante blu. Innocuo.
•   E142 Verde S, colorante verde. E’ un colorante sospetto. La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 5 mg/kg.
•   E150a Caramello semplice (n), colorante bruno. E’ un colorante innocuo che viene prodotto sottoponendo gli zuccheri a temperature elevate, intorno ai 180 °C.
Viene utilizzato in alcuni marchi di whiskye di cognac.
•   E150b Caramello al solfito caustico, colorante bruno. E’ un colorante che può essere prodotto con l’uso di organismi geneticamente modificati. Viene utilizzato in alcuni cereali per la prima colazione e per la produzione di dolci.
•   E150c Caramello ammoniacale, colorante bruno. E’ un colorante che può essere prodotto con l’uso di organismi geneticamente modificati. E’ un caramello che viene prodotto mediante riscaldamento di carboidrati in presenza di composti ammoniacali come idrossido di ammonio, carbonato di ammonio, bicarbonato di ammonio e fosfato di ammonio.
Viene impiegato per la produzione di alcune salse per barbecue.
•   E150d Caramello solfito-ammoniacale, colorante bruno. E’ un colorante che può essere prodotto con l’uso di organismi geneticamente modificati. Viene prodotto mediante riscaldamento dei carboidrati in presenza di composti a base di solfito o ammoniacali ed è il caramello più utilizzato dall’industria alimentare. Viene impiegato nella produzione di molte bibite come Coca-Cola, Pepsi, ginger, ice tea, ecc. E’ possibile la formazione di derivati nocivi se prodotto con l’impiego di ammoniaca. Un tempo la quantità massima che poteva essere addizionata al prodotto alimentare era di 5 mg/kg.
•   E151 Nero brillante BN, colorante nero. Sospettato di causare l’insorgenza di cisti intestinali.
La quantità massima che può essere addizionata al prodotto alimentare è di 2,5 mg/kg.
•   E154 Bruno FK, colorante bruno. E’ un colorante innocuo.
•   E155 Bruno HT, colorante bruno. E’ un colorante innocuo.

 

Fonti:

    http://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/foodcolours.htm 

    http://www.leziosa.com/colora.htm

     

Written by

Ancora nessun commento.

Rispondi