Avvio di nuove attività produttive: la SCIA sostituisce la DIAP

Con la legge n. 122 del 30 luglio 2010 (art. 49 comma 4 bis) è stata introdotta in Italia la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) che ha preso il posto della DIAP (Dichiarazione di Inizio Attività Produttiva) per quanto riguarda i procedimenti di competenza regionale e dovrebbe andare anche a sostituire la vecchia DIA (Dichiarazione di Inizio Attività, prevista dall’art. 19 della legge 241/1990).

In base al nuovo regime, la dichiarazione dell’imprenditore sostituisce quelle autorizzazioni non sottoposte al rispetto di norme di programmazione e pianificazione, così come di vincoli ambientali, paesaggistici, culturali, ecc. Ricorrendo tali presupposti, alle imprese sarà sufficiente presentare il relativo modello SCIA, correttamente compilato e completo in ogni sua parte per avviare la propria attività.
Per consentire lo svolgimento dei controlli successivi da parte degli uffici ed organi di controllo a ciò preposti, la pratica deve essere corredata delle prescritte autocertificazioni circa il possesso dei requisiti morali e professionali (quando richiesti per lo svolgimento di determinate attività) e all’occorrenza, devono anche essere allegati gli elaborati tecnici e planimetrici.
L’attività può quindi essere iniziata dalla presentazione della segnalazione stessa (tranne che nelle circostanze che escludono la SCIA e prevedono l’obbligo di autorizzazioni). Entro 60 giorni dal ricevimento della documentazione le amministrazioni provvederanno ad accertare il possesso e la veridicità dei requisiti dichiarati, adottando, in caso negativo, i dovuti provvedimenti per vietare la prosecuzione dell’attività e sanzionare, se necessario, l’imprenditore che si fosse reso responsabile di dichiarazioni mendaci.

La SCIA deve essere compilata utilizzando gli schemi della modulistica unificata appositamente predisposti (per la Regione Lombardia secondo il D.D.G. n. 2481 del 18.03.2011 pubblicato sul B.u.r.l. n. 12 del 22.03.2011). La modulistica deve quindi essere trasmessa al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune dove avrà sede l’attività con modalità telematica certificata, utilizzando le piattaforme di trasmissione predisposte dalla regione Lombardia (MUTA) o dalla camera di commercio sul territorio nazionale. Tutta la documentazione compresi gli allegati devono essere corredati da firma digitale (del titolare o di un intermediario che diventa pertanto responsabile della corrispondenza e veridicità della documentazione inoltrata). Soltanto in alcuni comuni e solo finché tale sistema di trasmissione telematico non sarà perfezionato vengono ancora accettati documenti in formato cartaceo.

La procedura della SCIA si applica alle più svariate tipologie di attività economica, dal comparto commerciale, a quello artigianale fino alle attività turistico-ricettive, alberghiere ed extralberghiere e deve essere presentata prima dell’inizio (o della modifica, sospensione, ripresa, cessazione) dell’attività.
A seconda dei casi, la SCIA deve essere presentata utilizzando:
– il Modello A se si tratta di inizio, ampliamento, trasferimento, modifiche dell’attività (sede, aspetti merceologici, locali-impianti, ciclo produttivo, altre variazioni);
– il Modello B se si tratta di subingresso o di cambio di ragione sociale senza modifiche strutturali dell’attività, sospensione, ripresa, cessazione dell’attività e modifica dei soggetti titolari dei requisiti professionali.
Ai Modelli A e B vanno allegate le Schede aggiuntive 1/2/3/4/5/6 (a seconda delle diverse tipologie di attività). La SCIA deve essere sottoscritta dal titolare o dal legale rappresentante dell’impresa; occorre inoltre compilare modelli SCIA distinti per ogni tipologia di attività economica attivata e/o modificata.

Per la commercializzazione di prodotti alimentari e/o la loro somministrazione è necessario possedere almeno uno dei seguenti requisiti professionali:
– aver frequentato un apposito corso riconosciuto dalle regioni;
– essere stati dipendenti per almeno 2 anni di un’impresa alimentare nell’arco del quinquennio;
– possedere un diploma o laurea conseguito in seguito ad un percorso di studi comprendente materie attinenti al commercio e alla preparazione o somministrazione di alimenti.

La presentazione di tutta la documentazione – avvenuta in modo corretto e completo – accompagnata dalla ricevuta che ne attesta il protocollo emessa dal Comune, costituisce titolo necessario per intraprendere l’esercizio dell’attività e/o modificarla. Non vi è inoltre l’obbligo di esposizione al pubblico della segnalazione, ma basta tenere nell’esercizio una copia con gli allegati riportante la data e il numero di pratica del comune in caso di controlli da parte delle autorità.

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